COMUNE DI BARUMINI

 IL CENTRO DISPONE DI UN'AMPIA SALA CONGRESSI ATTREZZATA PIU' SALE RIUNIONI ED UFFICI

Cell.:+39 3891845370 tel/fax:. 39 0709368476 E-mail: fondazionebarumini@tiscali.it - promobarumini@email.it


Barumini

Centro di Comunicazione e di Promozione del Patrimonio Culturale

“Giovanni Lilliu”

La presentazione di un evento culturale a Barumini costituisce un momento di grande suggestione, di attesa, di estrema curiosità. Da esso ci si aspetta sempre qualcosa che esca dall’alveo della normalità, della quotidianità, una luce che indichi la via maestra, una strada da percorrere e da seguire netta e chiara attraverso la quale, da ciò che può essere considerata la culla della Civiltà dei Sardi, si possa intraprendere con certezza e senza esitazione il cammino futuro.
Anche in questo caso, dopo una gestazione faticosa e sofferta, così come lo era stato anni fa quando venne presentato al pubblico Casa Zapata e il Polo Museale in essa contenuto, è maturata la convinzione che sia stato fatto qualcosa di notevole, di unico, in grado di rispondere in modo efficace alle attese sopraccennate ma soprattutto alle esigenze del ruolo maturato e consolidato nel tempo, di meta privilegiata del turismo culturale.

Cosi è nato il Centro di Comunicazione e di Promozione del Patrimonio Culturale un luogo che si propone di studiare e mettere in atto sistemi e strategie di intervento mirate alla conoscenza e alla divulgazione dei segni straordinari lasciati dall’uomo in queste terre nel suo affaccendarsi millenario.
Un luogo dove alla domanda sempre più crescente di servizi, di professionalità, di qualità, si posa rispondere, oltre che con le preparazione e la competenza degli operatori anche con la disponibilità di spazi idonei, ampi, dimensionati, dove poter accogliere i centomila visitatori che ogni anno scelgono di fare visita al nostro territorio.
Un Centro dove coniugare informazione scientifica e promozione, approfondimenti conoscitivi sui tanti tematismi che costituiscono il nostro patrimonio e il piacere del confronto con una rivista, da sfogliare magari gustando un buon bicchiere di vino.

 

 

  news
 
Una grande unità introduttiva alla Marmilla, all’archeologia, alla sua storia, al paesaggio naturale, alla molteplicità dei saperi, alle mille sfaccettature di una terra unica, alle tante risorse che finalmente possono essere presentate insieme, in un unico scenario.
Un’opera così importante e di così alto significato culturale non poteva che essere dedicata a Giovanni Lilliu, figlio prediletto di questa terra, uno dei padri della Sardegna contemporanea.
La comunità baruminese vuole così manifestare allo studioso, all’uomo, al compaesano, tutta la gratitudine e la riconoscenza per quanto ha fatto per la crescita e lo sviluppo di questa terra.
Il progetto architettonico sul principio di creare un nuovo attrattore concepito sul connubio tra masse murarie e spazi aperti; ambienti chiusi nel quale svolgere le attività primarie e di istituto e un’ampia corte antistante nella quale si esprime compiutamente la polifunzionalità dello spazio.

Il corpo murario riporta una forma vagamente trilobata, costituita da tre grandi torri a a pianta circolare raccordate da volumi rettangolari. L’ingresso principale è ricavato proprio in una di queste torri e immette nella grande Hall, un ambiente di notevole impatto visivo sul quale si aprono il punto informazioni, la biglietteria, la caffetteria, il book shop e la sala riviste, e da qui si accede alle altre sezioni. Al centro della hall trova luogo una riproduzione ideale del “Su Nurax”così come doveva apparire nel XIV secolo prima di Cristo, quando venne edificato il bastione quadrilobato. La ricostruzione in scala 1:10 è opera dell’artista Francesco Argiolu.
Sulle pareti, ai fianchi del modello del nuraghe, due delle 12 gigantografie di Su Nuraxi esposte nell’andito che raccorda le sale espositive. Costituiscono una personale del fotografo Gianni Alvito, specialista delle riprese aeree, doveroso omaggio al grande nuraghe.

 

La prima, a sinistra, è composta da una “Sala Convegni” ben dimensionata, capace di 350 posti, dotata di un sofisticato sistema audio e di videoproiezione, ma che all’occorrenza può essere trasformata in spazio espositivo. La sala è dedicata agli uomini che hanno scavato Su Nuraxi, agli autori della scoperta. L’epicità dell’impresa è narrata in 12 pannelli sui quali sono stampate le più belle fotografie scattate da Giovanni Lilliu durante gli scavi.
Più avanti si aprono gli uffici, la segreteria, la direzione del Centro, una sala conferenze, una sala stampa per la produzione di sussidi didattici e divulgativi e di materiale promozionale in genere.
A destra la sezione espositiva, divisa per settori, in grado di ospitare più eventi in contemporanea.Nel primo settore è ospitata la mostra “La Sardegna al tempo della guerra di Troia”, una riflessione approfondita, spettacolare e appassionante sull’ isola dei nuraghi
in rapporto al mito delle grandi imprese narrate da Omero sulle quali si è soffermata l’attenzione di Heinrich Schliemann, demiurgo della civiltà micenea e della scoperta, di Troia indagatore, nella Sardegna di fine ottocento, degli eventuali rapporti tra l’Oriente e la civiltà nuragica.
L’esposizione si articola in due nuclei tematici: “Gli Achei in Sardegna” e “Le Torri Nuragiche”, sviluppati e presentati con immagini e testi riportati su grandi pannelli e supportati da un prestigioso ed esclusivo corpus di reperti archeologici provenienti dal Museo Archeologico Nazionale di Cagliari. La mostra, è stata ideata e curata dal Prof. Raimondo Zucca, dell’ Università di Sassari in collaborazione con il Dott. Paolo Bernardini della Soprintendenza Archeologica per la Sardegna , a cui si è aggiunto il contributo della Dott.ssa Ermerenziana Usai, del Dott. Rubens d’Oriano, anch’essi della Soprintendenza Archeologica per la Sardegna e del Dott. Giorgio Murru della Fondazione Barumini Sistema Cultura. Il progetto grafico e di Valter Mulas.

La seconda sezione presenta “Artigianarte”, una mostra-mercato a carattere permanente organizzata e patrocinata dalla Provincia del Mediocampidano, per valorizzare appieno l’artigianato artistico dell’ intero territorio provinciale.
L’esposizione presenta le opere di oltre cinquanta maestri, artisti nel trattare diverse materie, espressione massima della manualità, gli ultimi depositari di un’arte che l’Ente Provincia intende non soltanto salvaguardare ma riscoprire come attività primaria e rilanciare quale settore produttivo.
Qui i coltellinai espongono i loro capolavori insieme agli orafi, agli intagliatori del legno, ai ceramisti, alle tessitrici, ai maestri del ferro battuto. Una vetrina importante che rappresenta un momento di incontro di grande significato che la Provincia ha fortemente voluto, in un contesto sobrio ed elegante curato dall’Architetto Liliana Fadda che ha arricchito il percorso con immagini suggestive che riportano le tecniche esecutive, le ambientazioni nelle botteghe, la passione, la fatica.
Progettista: Arch. Tomaso Baltolu